Come l’ottimismo per il futuro migliora anche il passato

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Il pessimismo peggiora la visione del presente, passato e futuro
di Anna Fata

Sarà capitato a molti di noi di avere diversi amici e tra questi alcuni sono in grado di vedere il cosiddetto “bicchiere mezzo pieno”, mentre altri quello “mezzo vuoto”. Sono rispettivamente le persone più ottimiste e quelle più pessimiste, che hanno una visione della realtà condizionata dalle loro convinzioni che le conduce a cogliere maggiormente le risorse, le opportunità insite nelle situazioni, oppure i limiti e le carenze.

Le persone pessimiste tendono spesso a difendere il loro modo di pensare affermando che se loro pensano al peggio che potrebbe accadere poi non rimarranno deluse se questo o altro di negativo accade. Se, invece, si verifica qualcosa di positivo ne possono rimanere più felici, proprio perché rappresenta una sorpresa inattesa.

In realtà difficilmente la realtà dei fatti rappresenta fedelmente le nostre aspettative, sia in positivo, sia in negativo. Il futuro, contrariamente alle nostre convinzioni, non è così tanto sotto il nostro controllo e previsione come siamo portati a credere.

Cos’è l’ottimismo? Ottimisti e pessimisti si nasce o si diventa? Quali sono i benefici di uno stile di pensiero ottimistico o pessimistico? Meglio avere un atteggiamento basato sull’ottimismo o sul pessimismo?

 

Cos’è l’ottimismo?

L’ottimismo è uno stile di pensiero che comporta la capacità di vedere le opportunità, il lato positivo, costruttivo della realtà. Non è il cosiddetto “pensare positivo” che è andato a lungo di moda nel periodo della New Age che spesso ha dato luogo a profonde illusioni e conseguenti disillusioni. Al contrario è un approccio molto realistico capace di esaminare la realtà nelle sue opportunità e limiti e scegliere dove focalizzare l’attenzione, cioè sul positivo.

E’ un approccio attivo che implica fiducia, perseveranza, motivazione, azione su se stessi e sul mondo.

 

Ottimisti si nasce o si diventa?

Come ha ampiamente dimostrato la Psicologia Positiva, fondata dal Professor Martin Seligman, con le sue ricerche scientifiche ottimisti si nasce e si diventa. Le caratteristiche innate di personalità, l’ambiente familiare, educativo, culturale, storico, sociale inevitabilmente influiscono su di noi, ancora più quando siamo in fase di sviluppo e di crescita. Questo non significa che la predisposizione genetica e l’ambiente implichino immutabilità.

Al contrario, lavorando su se stessi, con appositi esercizi di Psicologia Positiva, è possibile costruire uno stile di pensiero di azione più positivo e ottimistico e imparare a vedere famoso bicchiere mezzo pieno (per approfondire leggi l’articolo: “Come coltivare l’ottimismo“).

Il pessimismo appreso, quello che alla lunga può condurre alla depressione, si può superare. Il pessimismo appreso è uno stile di pensiero che ci induce erroneamente a credere che gli aspetti negativi siano duraturi, permanenti, pervasivi, pesanti e personali.

Nell’ottimismo realistico, invece, le negatività vengono considerate come estemporanee, non ubiquitarie, personali, cioè parzialmente frutto della propria responsabilità, ma non sempre totalmente, esigue, cioè non di importanza determinante.

 

Quali sono i benefici di uno stile di pensiero ottimistico?

Lo stile di pensiero ottimistico comporta numerosi benefici per la salute fisica, psichica, emozionale, nelle relazioni affettive, per il rendimento scolastico e professionale. Innalza le difese immunitarie, rende più reattivi di fronte alle malattie batteriche e virali, permette di ammalarsi meno e guarire più rapidamente, beneficia la salute cardiovascolare, riduce il rischio di cadere vittime di stress, ansia, depressione, attacchi di panico. Migliora le relazioni di coppia e in famiglia, consente di ottenere prestazioni più efficaci e successi sia nello studio, sia al lavoro. Essere ottimisti, quindi, conviene su diversi fronti (leggi in questo articolo tutti i benefici che comporta essere ottimisti: “10 Motivi per cui essere ottimisti“).

 

Meglio un atteggiamento basato sull’ottimismo o sul pessimismo?

Oltre ai vantaggi sopra elencati, si aggiungono anche i risultati di una recente ricerca condotta da Devitt e Schacter presso l’Università di Harvard secondo la quale un atteggiamento pessimistico relativo al futuro può essere controproduttivo e non protettivo come un pessimista tende a credere.

In questa ricerca si è rilevato che immaginare eventi futuri può influenzare il ricordo di essi, dopo che si sono verificati. Se si assume una prospettiva positiva si tende ad avere un ricordo più roseo di essi dopo che si sono presentati. Focalizzarsi sui dettagli positivi permette di ricordarli anche a posteriori. Centrarsi, invece, su quelli negativi porta a ricordare maggiormente essi a posteriori e solo occasionalmente quelli positivi.

Non solo immaginare positivamente il futuro ne condiziona anche il ricordo una volta passato, ma ne determina anche una impressione soggettiva più favorevole nel suo complesso.

Devitt e Schacter ipotizzano che le simulazioni positive del futuro che producono anche ricordi positivi, anche di eventi emozionalmente neutri, siano il risultato dell’impatto della valenza emotiva sui processi di decodifica della memoria. Nel corso di essi sembra che una codifica positiva possa generare ricordi che sono più concettuali e contengono meno elementi utili per determinare la fonte rispetto a quella negativa. In questo modo l’impressione complessivamente positiva associata all’immagine del futuro viene attribuita erroneamente a dei dettagli che in realtà non fanno parte del racconto.

Quando immaginiamo il futuro in chiave positiva, anche nel caso di eventi neutri, come ad esempio una riunione di lavoro, il nostro ricordo successivo sarà molto più piacevole di come sarebbe stato se lo avessimo pensato in modo negativo.

Nel caso in cui un evento immaginato si riveli molto più piacevole del previsto si può beneficiare di un doppio godimento: nel presente e nel futuro. In questo senso non si rivela una valida scelta immaginare il futuro in modo minaccioso e preoccupante, anche se la consideriamo una forma di autoprotezione da eventuali fallimenti o delusioni.

 

Perché avere una visione ottimistica del futuro

In conclusione: adottare una prospettiva fiduciosa e positiva verso il futuro conviene, perché ci garantisce una riserva di ricordi gioiosi, anche se il passato non è stato così felice come lo ricordiamo.

 

Per imparare gli esercizi per essere più ottimisti leggi il libro: “99 Esercizi per il Benessere e la Felicità nella Vita e nel Lavoro

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