Come capire se stessi per avere buone relazioni con gli altri

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Le buone relazioni partono sempre da un buon rapporto con se stessi
di Anna Fata

Le relazioni interpersonali sono forse una delle sfide più affascinanti, irrinunciabili, ma al tempo stesso complesse che ciascuno di noi si trova quotidianamente ad affrontare. Non si può prescindere dall’essere in relazione con il proprio prossimo, così come non si può evitare di avere una relazione con noi stessi. Che ci piaccia o meno, noi abbiamo a che fare con noi stessi 24 ore su 24.

Per questo motivo partire da una buona relazione con se stessi ci può predisporre ad avere una relazione migliore anche con chi ci sta intorno. Questo può essere ancora più importante soprattutto con le persone care, familiari, parenti, amici, colleghi che ci circondando e ci affiancano in modo assiduo e costante durante le nostre giornate.

 

Le dimensioni della personalità

Secondo una ricerca condotta da Christopher Hopwood della University of California Davis e Evan Good della Michigan State University le relazioni problematiche sorgono nel momento in cui le persone portano le loro difficoltà personali al loro interno e al tempo stesso sono iper sensibili ai problemi dell’altro.

La sensibilità interpersonale si riferisce all’impatto percepito del comportamento altrui ed è stata studiata con il modello Interpersonal Circumplex (IPC). Il modello si può rappresentare con un cerchio con due linee rette che si intersecano al centro a 90 gradi. Una linea rappresenta la dimensione del calore, che va da affettuoso a distaccato, l’altra è la dominanza, che si estende dal controllo alla passività.

Ulteriori due dimensioni si intersecano con queste dando luogo a quattro qualità: due di esse vanno dalla cattiveria alla amorevolezza, le altre dall’evitamento sociale alla ricerca di attenzione.

 

modello-interpersonal-circumplex

 

In questo modo, dalle quattro dimensioni, si vengono a creare otto qualità di personalità. La personalità di ciascuno di noi si può inserire all’interno di una di queste quattro dimensioni e può spiegare le difficoltà che possiamo avere nell’interagire con alcune altre persone, soprattutto quando esse stimolano alcuni nostri aspetti delicati.

 

I problemi nelle relazioni

Quando ci relazioniamo con gli altri portiamo diversi aspetti di noi, della nostra personalità, i nostri problemi remoti o recenti, le esperienze relazionali pregresse, la percezione del nostro stato di salute, la maggiore o minore capacità di esprimere i pensieri e le emozioni.

Per indagare come tutti questi fattori possono influenzare le nostre relazioni Hopwood e Good hanno esaminato 1.000 studenti universitari, di cui l’80% donne.

Dai risultati della ricerca è emerso che le persone che hanno maggiori problemi interpersonali hanno più aree sensibili e tendono ad essere più suscettibili di fronte a coloro che hanno uno stile interpersonale opposto al loro. Questo significa che le persone dominanti tendono a infastidirsi con le persone remissive. Inoltre, si è visto che le persone molto dominanti hanno anche livelli elevati di narcisismo, estroversione, depressione, stravaganza.

In una seconda ricerca condotta dai medesimi autori sono stati confermati ulteriormente tali risultati. Questo significa che conoscendo il modo in cui una persona vede il suo comportamento e quello altrui è molto importante per comprendere la sua personalità, i suoi problemi interpersonali e come funziona all’interno di una relazione.

 

Come capire se stessi per avere buone relazioni con gli altri

I problemi nelle relazioni sono, quindi, una questione a due vie o anche a tre. Ciascuno di noi contribuisce ad alimentare i problemi in base alle proprie caratteristiche e alla sensibilità verso le sfaccettature di personalità e le problematiche altrui. Inoltre, percepire i tratti di personalità e le difficoltà altrui può contribuire ad percepire maggiormente le proprie.

La personalità non è un costrutto che esiste a prescindere da chi abbiamo intorno. Noi tendiamo a proiettare le nostre qualità e i nostri limiti su chi abbiamo di fronte. Al tempo stesso interpretiamo i tratti di personalità altrui, i comportamenti e le difficoltà alla luce di ciò che noi per primi siamo e delle preferenze che abbiamo.

Per poter intrattenere buone relazioni con gli altri è sempre bene avere una buona relazione prima di tutto con se stessi, essere consapevoli delle caratteristiche della nostra personalità, dei nostri modi di agire e reagire, di quello che pensiamo e sentiamo, evitando, così, di disconoscere e proiettare tutto questo su chi abbiamo davanti, ancora più se si tratta di aspetti che non ci piacciono.

Quando abbiamo di fronte una persona che ci suscita antipatia, sgradevolezza o irritazione, inoltre, anziché giudicarla, criticarla o litigarci, potremmo interrogarci su quanto tale persona rappresenta delle parti poco conosciute di noi stessi e imparare ad accettarle e integrarle nella nostra personalità per poter fare altrettanto anche con chi ci sta di fronte.

 

Per approfondire, leggi il libro: “Vivere e lavorare meglio

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