Come superare la “fatica da pandemia”

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16 Pratiche per convivere con lo stress di un futuro incerto
di Anna Fata

E’ ufficiale ormai, anche il World Health Organization lo ha riconosciuto: esiste una vera e propria sindrome, che ha battezzato come “pandemic fatigue” (letteralmente “fatica da pandemia”) che, chi più chi meno, ci sta caratterizzando un po’ ubiquitariamente.

Per certi versi simbolicamente lo possiamo assimilare ad un virus silenzioso che ci sta contagiando nel mondo, parallelamente e in certi casi anche in modo sovrapposto al ben noto Coronavirus, che contribuisce a renderci costantemente in allerta, stressati, ansiosi, depressi, rabbiosi, iper reattivi, negazionisti, terrorizzati, cauti, diffidenti, sospettosi a seconda delle predisposizioni e delle modalità reattive più tipiche e consone a ciascuno di noi.

Da quasi un anno siamo sottoposti a regimi di vita che possono differire anche notevolmente rispetto a quelli a cui siamo abituati e magari anche amiamo, siamo chiamati ad uno sforzo di obbedienza, sottomissione, o quantomeno adeguamento a norme, regole, leggi di vita che possiamo più o meno condividere.

Ci troviamo costantemente a venire a patti con la nostra libertà di movimento, azione, progettualità, gestione, organizzazione. Siamo continuamente in balia di decisioni, situazioni, eventi esterni, persone, ci troviamo a dover convivere con una entità patologica che tendiamo a presupporre che esista, poiché direttamente o indirettamente ne vediamo le conseguenze sui corpi di alcune persone, magari anche vicine o lontane a noi, o con individui che si occupano professionalmente di gestire, contenere questa minaccia concreta.

Questo è attualmente il nostro presente. Se e come sarà il futuro oggi più che mai non lo sappiamo. Ci troviamo a dover reimpostare uno stile di vita che prima di tutto passa attraverso un come interiore, prima ancora che un fare concreto fuori.

Sulla nostra interiorità resta un grande potere ed è proprio qui che possiamo operare per vivere e lavorare meglio.

 

Cos’è la fatica da pandemia

Secondo World Health Organization molti di noi si sentono sempre più demotivati nel seguire i comportamenti raccomandati per proteggere se stessi e gli altri dal virus pandemico attualmente in circolazione. Per questo motivo si rende sempre più necessario e urgente trovare modi validi per riattivare la collaborazione delle persone senza la quale i rischi si accentuano a dismisura.

Secondo Cornelia Betsch esiste attualmente una vera e propria sindrome che è stata denominata “pandemic fatigue” (fatica da pandemia) secondo la quale di fronte ad una minaccia la reazione più naturale è la paura, ma questa tende a svanire nel momento in cui, alla lunga, ci si abitua alla nuova situazione. Questo accade anche quando lo stimolo tende a ripetersi continuamente nel tempo.

La fatica pandemica si presenta di fronte ad una avversità protratta e irrisolta, si manifesta come demotivazione ai comportamenti auto ed etero protettivi, a ricercare informazioni, a sperimentare compiacenza, alienazione, mancanza di speranza. L’evoluzione di tale sindrome, nello specifico, tende ad assumere connotazioni in parte differenti a seconda dell’ambiente culturale, sociale, strutturale, legislativo in cui si sviluppa.

Ad esempio, in Europa si sta assistendo al crescere di sintomi quali: affaticamento, stanchezza, demotivazione, depressione, ritiro interiore, ansia, stress, idee di suicidio, sfiducia, sospettosità, rabbia, ribellione, comportamenti a rischio.

 

Come comprendere la fatica da pandemia

Per poter comprendere e superare la fatica da pandemia, World Health Organization suggerisce di mettere in atto una serie di pratiche:

  • comprendere le persone al fine di approntare delle politiche attive ed efficaci, di comunicazione e intervento
  • coinvolgere le persone per fare in modo che siano parte della soluzione stessa, sia come individui, sia come comunità
  • aiutare le persone a ridurre i rischi mentre svolgono le attività che le rendono felici, perché le restrizioni a lungo termine possono rivelarsi non del tutto sostenibili
  • riconoscere e gestire le difficoltà dell’esperienza e l’impatto profondo che la pandemia esercita sulle proprie esistenze.

Inoltre, potrebbe essere opportuno:

  • riconoscere e ridurre gli ostacoli che possono rendere difficile seguire le regole e i limiti nel lungo periodo
  • rendere meno oneroso seguire le norme prescritte
  • creare comunicazioni più empatiche e comprensive verso il momento di fatica e difficoltà che le persone stanno vivendo
  • bilanciare i rischi e i benefici del seguire le regole
  • organizzare delle opportunità per permettere alle persone di trascorrere il tempo in isolamento in modo costruttivo e produttivo
  • evitare di creare una dicotomia tra il fronte sanitario e quello economico.

Queste comprensioni, una volta acquisite, possono essere anche diffuse a livello globale, il che consente a ciascun individuo a sua volta di comprendere e rispettare quanto sta accadendo nel mondo, nelle persone e nelle comunità su un piano interiore e comportamentale, in modo da adattarsi e vivere più consapevolmente, responsabilmente, e, in modo auspicabile, più sereno.

 

Come convivere con la fatica da pandemia

Nel frattempo, però, ciascuno di noi a livello individuale può fare molto per migliorare la propria qualità di vita, nonostante l’emergenza sociale, sanitaria, economica, politica, culturale in corso. Difficile aspettarsi che la soluzione delle problematiche possa giungere sempre e solo dall’esterno. Al contrario può essere molto importante riconoscere, riappropriarsi e valorizzare il proprio potere personale. Questo di per se rende meno stressante la percezione delle evenienze e consente un approccio più positivo e costruttivo.

Quello che oggi più che mai conta per poter vivere un po’ più serenamente, nonostante tutto, è il margine di libertà interiore su cui ciascuno di noi può contare e imparare a convivere con le necessità in corso, le regole, le precauzioni, le altre persone, i fattori di rischi, senza sentirsi eccessivamente invaso, costretto, ma comunque libero, responsabile, fiducioso, volenteroso di comprendere profondamente la lezione esistenziale sottostante, la possibilità di collaborare ad un bene che non riguarda se solo se stesso, ma anche l’intera collettività di cui lui se stesso è parte costitutiva.

 

16 Pratiche concrete anti fatica da pandemia

Ad esempio, alcune pratiche che possono rivelarsi utili per gestire stress, ansia, sintomi depressivi, fatica da pandemia possono essere:

  1. dedicare del tempo ogni giorno al silenzio totale e all’ascolto di se stessi, delle emozioni, dei pensieri, all’osservazione del proprio comportamento, in modo accogliente, amorevole, non giudicante, comprensivo, rispettoso
  2. osservare da questa prospettiva anche le reazioni, i comportamenti, le scelte, le motivazioni altrui: si tratta essenzialmente di un tentativo di accoglienza, comprensione, non necessariamente di condivisione delle manifestazioni altrui
  3. comprendere e sollecitare ciò che ci anima, ci motiva, ci offre un senso profondo per le nostre scelte, pensieri, azioni quotidiane e cercare di privilegiare tutto ciò che lo alimenta
  4. coltivare empatia, equanimità, calore umano, comprensione, pazienza, compassione umana, dedizione al prossimo
  5. chiedersi cosa si può fare di buono per il prossimo, prima di aspettarsi che siano gli altri ad aiutarci
  6. cercare di trovare un senso a quello che si sta vivendo, senza lamentarsi, giudicare, valutare, ma semplicemente interpretandolo come lezione di vita da cui poter imparare qualcosa di nuovo ed utile
  7. apprendere una tecnica di rilassamento che possa aiutarci a contrastare le tensioni fisiche ed emotive
  8. imparare una tecnica di Meditazione capace di conciliare non solo il benessere psicofisico, ma anche un insegnamento morale, etico, spirituale che potrebbe fungere da cornice interpretativa di ausilio alla complessa realtà che stiamo attraversando
  9. trovare nuove modalità creative per le relazioni con il nostro prossimo, con le persone care, nonostante lo spazio e e il tempo
  10. coltivare nuove relazioni, grazie anche ad un utilizzo più costruttivo dei dispositivi tecnologici, del Web, dei Social
  11. cercare di comprendere quali possono essere le nuove necessità del nostro prossimo e della collettività dando vita a risposte che possono essere profit, no profit, o di nuovo avvio imprenditoriale
  12. dedicare del tempo regolarmente a ridefinire le nostre priorità, i nostri valori, i nostri principi fondamentali di vita, grazie anche a questo riorientamento di vita che siamo chiamati a vivere
  13. trovare persone a cui ispirarsi, pur senza copiarle pedissequamente, nel rispetto della peculiare unicità di ciascuno di noi, capaci di ispirarci forza, motivazione, creatività, innovazione, solidi valori di riferimento
  14. coltivare la nostra autostima, la fiducia interiore, il radicamento, la capacità di assaporare la vita qui e ora
  15. saper mantenere uno sguardo aperto al futuro, nonostante la necessità di potersi e doversi applicare solo nel presente, non tanto come progettualità concreta – non sempre realizzabile oggi – quanto come veicolo di speranza, apertura mentale, curiosità, innovazione
  16. reperire un mentore, un tutor, un compagno di viaggio preferenziale, sia per la propria vita privata, sia per quella professionale con cui confrontarsi, fare il punto della situazione, sostenersi a vicenda. Così come si può apprendere dalle persone più mature di noi, anche queste ultime possono avere di che imparare da quelle più giovani ed inesperte.

 

In conclusione: la serenità come frutto di un lavoro interiore

Lungi dal pretendere di essere esaustivi o di avere una soluzione valida sempre e per tutti con queste piccole strategie, ognuno di noi può trovare la sua strada per emergere se non maturato da questa esperienza, sicuramente più consapevole e comprensivo di se stesso e di quanto si sta verificando ad ampio spettro intorno a lui, e, soprattutto più sereno, tranquillo, fiduciosa, nonostante tutto.

Vivere meglio è prima di tutto una questione interiore sulla quale ciascuno di noi può conservare e utilizzare il suo potere.

 

Per approfondire leggi il libro: “Vivere e lavorare meglio

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