Cos’è la Meditazione e come può sconfiggere il dolore

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La Meditazione come strumento di benessere e cura
di Anna Fata

Oggi il termine Meditazione è entrato sempre più nel linguaggio comune, è in ampia parte emerso dal limbo dell’oscurantismo, dell’esoteria e dell’esterofilia ed è diventato una pratica come in molte contesti e tra diverse persone.

Anche la scienza da qualche decennio se ne sta interessando sempre più e a tale proposito ha effettuato numerose ricerche scientifiche volte a comprendere i suoi meccanismi biochimici e neurofisiologici di azione, riscontrando numerosi benefici per la salute fisica, emotiva, cognitiva, relazionale, affettiva, professionale.

Meditare, quindi, pare proprio che faccia molto bene.

 

Cos’è la Meditazione

La Meditazione o Mindfulness consiste nell’attenzione al momento presente, senza alcun giudizio, azione, reazione. Si focalizza sull’essere. In questa condizione la mente si placa, si stabilizza, osserva le cose con chiarezza. Di fatto è la condizione fisiologica di base della mente quando non è agitata da pensieri né emozioni perturbanti. E’ uno stato che sorge spontaneo quando ci si ferma.

Imparare a praticare la Meditazione è relativamente semplice, da soli, oppure in gruppo, con l’aiuto di un professionista. Oggi le nuove tecnologie si sono evolute a tal punto che esistono persino delle App da scaricare sul proprio smartphone che ci guidano passo dopo passo in questo percorso.

 

Come apprendere la Meditazione

Per imparare a praticare la Meditazione è sufficiente dedicare anche solo pochi minuti ogni giorno focalizzandosi sul ritmo del respiro e la percezione del corpo, mentre si osserva lo scorrere dei pensieri e delle emozioni lasciando semplicemente che passino da sé.

La Meditazione si può praticare pressoché in ogni luogo, in ogni momento, seduti, sdraiati, o anche in piedi.

Lo scopo finale della Meditazione è la conoscenza di sé; l’attenzione e l’introspezione sono i mezzi con cui si raggiunge. Non è un’attività che porta ad estraniarsi dalla realtà, ma al contrario ad essere sempre più pienamente presenti in essa.

 

I benefici della Meditazione

Tra i numerosi benefici associati alla pratica regolare della Meditazione vi è il miglioramento della qualità della vita tra le persone che soffrono di dolori cronici.

Ad esempio, una ricerca pubblicata sulla rivista Evidence-Based Mental Health ha analizzato 21 studi che nel complesso hanno coinvolto 2.000 persone affette da dolore cronico, per lo più donne, tra 35 e 65 anni. Nel 40% dei casi si è trattato di persone con dolori muscoloscheletrici presenti da oltre un decennio.

L’intento è stato di capire se la Meditazione (o Mindfulness) fosse più efficace rispetto alla Terapia Cognitiva Comportamentale per alleviare il dolore cronico.

I risultati hanno evidenziato una ottima efficacia di entrambi gli approcci, senza alcun effetto collaterale, ma la Terapia Cognitivo Comportamentale non sembra essere adatta a tutti. Entrambi gli approcci sembrano in grado di migliorare il funzionamento fisico, ridurre il dolore fisico e altre sintomi associati, tra cui la depressione.

Nello specifico, pare essere particolarmente efficace il cosiddetto protocollo “Mindfulness-Based Stress Reduction” per diminuire le interferenze e limitazioni di vita che il dolore comporta e lo stress ad esso associato.

 

Come agisce la Meditazione

Fadel Zeidan della Wake Forest Baptist Medical Center in North Carolina ha scoperto che il dolore cronico può essere ridotto fino al 57% grazie alla Meditazione.

Questi benefici si verificano grazie ad una pratica molto semplice, immediata e alla portata di tutti. Essa consiste nel focalizzarsi sulle diverse parti del corpo, limitandosi ad osservare le percezioni che sorgono in esse. Questo consente di percepire la mente e il corpo in azione e le relative sensazioni dolorifiche che possono esserci, lasciandole andare a mano a mano che sorgono, senza commentarle né giudicarle.

La cosa sorprendente è che proprio mentre si osserva il corpo e la mente in questo modo, gradualmente, il dolore svanisce o quantomeno si attenua notevolmente. Il dolore, infatti, non è quasi mai un processo continuo, ma consta di momenti di relativa maggiore o minore intensità.

Inoltre, questa disposizione del corpo e della mente genera rilassamento psicofisico che riduce la presenza degli ormoni dello stress nel corpo contribuendo a generare una sensazione complessiva di benessere.

Un ulteriore beneficio consiste nel fatto che, con la pratica regolare nel tempo, il rilassamento del corpo e la calma della mente sono in grado di cambiare la struttura cerebrale del cervello, nello specifico le sue connessioni neuronali, al punto tale da permettere al paziente di non percepire più il dolore con la medesima intensità provata prima dell’addestramento alla Meditazione. Alcune persone arrivano ad affermare che in questa condizione percepiscono a stento il dolore.

 

Le applicazioni concrete

In virtù di tali benefici un numero crescente di strutture cliniche ed ospedaliere sta inserendo a pieno titolo nel proprio percorso di assistenza e di cura l’insegnamento e la pratica della Meditazione. In particolare, grande applicazione si sta riscontrando tra pazienti affetti da cancro, effetti collaterali della chemioterapia, malattie cardiache, diabete, artriti, disturbi osteoarticolari, emicrania, fibromialgia, morbo celiaco, fatica cronica, sindrome del colon irritabile, sclerosi multipla.

L’apprendimento semplice e immediato e i benefici concomitanti rappresentano un ottimo incentivo per i pazienti per continuare anche a casa nella pratica e poter fruire nel tempo dei vantaggi psicofisici che tale pratica comporta.

 

Per approfondire leggi il libro: “La vita professionale e la pratica meditativa

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